Soudal Quick-Step, Gianmarco Garofoli investito in allenamento da un pirata della strada: “Se mi avesse preso in pieno, probabilmente oggi non sarei qui”

Grande spavento per Gianmarco Garofoli mentre si allenava sulle strade spagnole. Reduce dall’AlUla Tour e ora in ritiro sul Teide, il portacolori della Soudal Quick-Step ha raccontato con un post sul proprio profilo Instagram di essere stato investito da un automobilista che andava a più di 100 km/h, venendo colpito di striscio con lo specchietto e con la parte anteriore dell’auto e finendo per questo a terra. Il pirata della strada non si è fermato per soccorrere il marchigiano, che in seguito ha però identificato l’auto e ha contattato la Guardia Civil, la quale si è occupata del caso e ha individuato il guidatore. Il 23enne non ha fortunatamente riportato fratture ma solo alcuni ematomi, tuttavia è comprensibilmente rimasto molto scosso dall’incidente, pensando soprattutto a quali sarebbero state le conseguenze se invece fosse stato centrato in pieno, e tale shock traspare dal messaggio che ha postato e che vi riportiamo integralmente.

Oggi faccio fatica a trovare le parole.
Queste foto raccontano un momento che mi ha segnato più di quanto riesca a spiegare.

Sono stato investito da un pirata della strada: arrivava da dietro, a tutta velocità, oltre i 100 km/h, ben oltre il limite.
Ero perfettamente visibile: indossavo uno smanicato giallo fluo e avevo la luce rossa posteriore lampeggiante accesa.
Nonostante questo, non ha rallentato, non si è spostato, non ha fatto nulla. È sbucato alle mie spalle e mi ha colpito con lo specchietto e con la parte anteriore dell’auto.
In quell’istante ho capito che se mi avesse preso in pieno, probabilmente oggi non sarei qui.

Dopo l’impatto mi sono sentito impotente, fragile, completamente in balia di qualcosa che non potevo controllare.
Ma la cosa più brutta non è stata solo la botta: è stato vedere che non si è fermato. È scappato, lasciandomi lì sull’asfalto, come se la mia vita non contasse nulla.

Il caso ha voluto che, rientrando verso l’hotel ancora sotto shock, vedessi una Seat bianca che corrispondeva perfettamente all’auto che mi aveva investito.
Lo specchietto era rotto… lo stesso che avevo raccolto da terra pochi minuti prima.
Ho chiamato subito la Guardia Civil, che si è occupata del caso e ha identificato il guidatore.

Sono poi andato in ospedale: per fortuna nulla di rotto, solo tanti ematomi sulla parte sinistra del corpo.
Dentro però qualcosa si è rotto lo stesso.

Condivido tutto questo non per fare polemica, ma per ricordare quanto siamo inermi sulla strada e quanto basta un secondo, una scelta sbagliata, per cambiare una vita.
Oggi va così. Domani si riparte, con un po’ di paura in più, ma con tanta gratitudine per essere ancora qui.

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